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IL SAMPDORIANO - Samp non è in bermuda e infradito. "Vai, gioca, gira"

di Diego Anelli
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"Vai, gioca, gira". Claudio Ranieri telecomanda la Sampdoria passo per passo, passaggio per passaggio. Sarà anche stata una Roma super rimaneggiata con una lunga lista di indisponibili, reduce da giornate ricche di polemiche e destinata al cambio della guida tecnica, ma in campo abbiamo dato il meglio delle nostre possibilità.

Non abbiamo giocato contro nessuno, davanti Mkhitaryan e Dzeko possono sempre far male e la difesa era migliore rispetto a quella schierata all'Old Trafford. Abbiamo rischiato in diverse occasioni, due salvataggi di Tonelli, un goal divorato e un rigore sbagliato da Dzeko e un paio di fuorigiochi riusciti per alcuni centimetri, tutto vero.

In campo si va però sempre undici contro undici. Stavolta Lorenzo Tonelli ha guidato il reparto con autorevolezza, senso della posizione e tempismo, tenendo il risultato sullo 0-0 quando la Roma ha provato a sfogare la rabbia post Manchester nei primi 20'. Augello e Bereszynski hanno crossato e coperto non risparmiandosi mai, lasciando talvolta qualche spazio solo perchè la natura non ha ancora concesso il dono della clonazione. Gli esterni bassi hanno crossato tanto e bene, in particolare l'ex spezzino, sono andati sul fondo con notevole frequenza, si sono sovrapposti dando e ricevendo spazio dalle ali.

Il tandem Silva - Thorsby ha ben funzionato, come del resto aveva ben retto anche a San Siro fino all'ingenua espulsione del portoghese. L'ex Leicester, il quale deve ringraziare Emil Audero che ha abbassato la saracinesca ipnotizzando Dzeko dagli undici metri e neutralizzando l'evitabilissimo fallo di mano, ha avuto il merito di sbloccare il risultato con la prima rete in blucerchiato, ha fatto girare bene la squadra dando saggezza in cabina di regia. 

Morten Thorsby è semplicemente insostituibile per quantità, corsa, abnegazione con l'immancabile pressing a tutto campo e rappresentando un costante fattore sul gioco aereo. Ieri sera si è perfino preso il lusso di indossare gli abiti dell'assist man, facendosi trovare al posto giusto al momento giusto credendo su ogni pallone.

Valerio Verre, dopo aver deluso contro l'Hellas e ricevuto parecchie critiche, si è ben comportato, riuscendo ad agire nel limbo tra centrocampo e attacco con le conseguenti difficoltà giallorosse a limitarne il raggio d'azione. Ha tenuto palla, ben fraseggiato con i centrocampisti, spesso ha provato la verticalizzazione a favore di un Gabbiadini non nella sua migliore serata e ha messo lo zampino di qualità in occasione del raddoppio. 

Finora lui e La Gumina avevano quasi sempre giocato insieme, ero curioso di vederli al fianco di altri interpreti offensivi. E se l'ex Palermo, al fianco di Keita, era entrato con il giusto piglio al Mapei Stadium avendo finalmente un riferimento vicino a favore del quale giocare di sponda, ieri sera Verre si è mostrato meno teso e più tranquillo ogni qual volta veniva chiamato in causa.

La Roma aveva una formazione out non ci sono dubbi, è altrettanto vero che per questa Sampdoria non poter contare dal 1' su elementi della qualità, esperienza e leadership di Ekdal, Candreva, Quagliarella e Keita non è assolutamente roba da poco. Eppure la Sampdoria è scesa in campo con il giusto approccio di chi vuole avere ancora un obiettivo nella propria testa, non vuole sbragare ed è possibile raggiungerlo. 

Si tratta di un compito non facile ma che mister Ranieri vuole metterlo in pratica, facendo compiere quell'ulteriore salto di qualità mentale mai riuscito ai suoi ultimi precedessori. Senza voler cercare giustificazioni reali o fantomatiche su chi e/o cosa non darebbe stimoli e obiettivi al contesto Sampdoria, in campo ci vanno i giocatori, nel bene e nel male sono loro i protagonisti. Al loro fianco ecco Claudio Ranieri con la sua incessante voce ricca di grinta. 

La Sampdoria non è ancora in bermuda e infradito. "Vai, gioca e gira". E quei 52 punti con il successo contro la Roma non sono più una chimera a priori, anche alla faccia di chi negli anni scorsi mugugnava ma festeggiava per i nostri crolli interni con Crotone ed Empoli solo per complicare il cammino dei rivali cittadini.

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