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ESCLUSIVA SN - Tirotta: "Goal incassato ci ha scosso. A parole siamo tutti tifosi, squadra merita il nostro incoraggiamento"

di Enzo Tirotta
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Finalmente è arrivata una bella vittoria, anche se l'euforia di sabato sera è stata subito stemperata dai risultati di domenica. Questo ci insegna che noi dobbiamo fare punti perché ci servono punti, non dobbiamo fare attenzione agli altri. È ovvio che dobbiamo guardare anche agli avversari, ma noi ad una soglia di sicurezza dobbiamo arrivarci.

Avevamo bisogno di una vittoria e l'abbiamo ottenuta, che gli altri vincano o perdano, l'importante è tenerceli distanti. Sono contento del risultato di sabato perché dobbiamo vincere a prescindere. Gli altri non restano fermi, anzi credo che adesso inizierà un altro campionato per tutti, quello in cui chi non ha fatto punti nel girone di andata deve assolutamente rifarsi nel girone di ritorno.

Quello del Lecce è stato sicuramente un risultato inaspettato, ma forse è stata addirittura più inaspettata la vittoria della Sampdoria a Torino, a prescindere dal momento che sta attraversando la squadra granata. Il Lecce in casa ha sempre fatto più fatica che fuori, essendo una squadra palesemente portata per giocare in contropiede.​ Al di là di ciò che fanno le avversarie, noi dobbiamo fare punti, trovare continuità, che sia un punto o tre non è importante, quello che conta è dare continuità ai risultati, un passo per volta. Ci si salva così.

Riguardando la partita a mente fredda ho avuto l'impressione che se non avessero segnato loro, noi non l'avremmo mai vinta questa partita. Il goal incassato invece ci ha scosso, come se avessimo pensato "no, non possiamo perdere così". Questo dovrebbe servirci da insegnamento. Anche a Torino siamo stati molto attendisti nel primo tempo, forse fin troppo.

Ci sono partite che forse bisognerebbe iniziarle spingendo di più. Il goal bellissimo di Ramirez è nato da un pallone che Bereszynski ha rubato di rabbia a metà campo, l'ha proprio sradicata dai piedi dell'avversario e ha continuato a correre verso l'area avversaria. Quella rabbia dovremo cominciare a metterla dall'inizio.

Ho detto che per la continuità dei risultati va bene anche prendersi un punto, ma domenica abbiamo l'occasione, con i tre punti, di dare continuità alle vittorie, e sarebbe un gran colpo. Per noi che siamo quint'ultimi non esistono partite facili, neanche l'amichevole con la Primavera di metà settimana, e ovviamente non sarà facile la partita di domenica.

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Se non fosse un'annata in cui tutti giocano al di sotto delle loro possibilità, non saremmo in questa posizione a questo punto del campionato. Non bisogna fissarsi sull'errore grossolano, che può capitare nell'arco dei 90 minuti: di errori se ne stanno commettendo tanti fin da inizio stagione, se così non fosse non ci troveremmo in acque così agitate.

Un errore grossolano salta agli occhi, ma se l'allenatore chiede di fare determinate cose in campo e i risultati non arrivano, significa che i giocatori non stanno facendo quel che ha chiesto, e questi sono gli errori che noi non vediamo. Non devo vedere l'errore di Colley su Verdi per sapere che Colley sta giocando al di sotto delle sue possibilità, o vedere l'errore di Audero contro il Napoli. Siamo quint'ultimi, questo significa che tutti stanno giocando sotto i propri standard.

Quest'anno abbiamo dei limiti, dobbiamo accettarlo. Prima di andare a Torino sapevo già che Colley non stava giocando ai suoi livelli, ed è così anche per molti giocatori chiave come Ekdal, Quagliarella... Questo non mi lascia indifferente, e non è che speri che non ci lavorino sopra, ma gettare la croce addosso a qualcuno è solo per dare fiato alla bocca. Domenica con la Fiorentina giocheremo davanti al nostro pubblico, ma dobbiamo fare in modo che giocare in casa sia davvero un vantaggio.

A parole siamo tutti tifosi, a parole tutti si meritano il meglio, a parole ci basta vedere che onorino la maglia, che sudino e lottino, poi nei fatti, quando siamo allo stadio, anche se la squadra sta correndo e lottando, quando c'è l'errore parte subito il brusio, il mormorio di disappunto che talvolta è anche peggio della contestazione vera e propria. La squadra è questa, ce la giocheremo per un punto, fino alla fine. Uno o due punti che vogliono dire una partita giocata tranquillamente in casa piuttosto che sotto pressione.

Domenica abbiamo l'occasione di giocare contro una squadra che è sicuramente battibile, ma che non è detto batteremo. Il Sassuolo era battibile, ma abbiamo solo pareggiato, perché si sta dimostrando una squadra più forte di noi. Quando si dice che bisogna avere pazienza, la pazienza sta proprio lì: quando uno sbaglia, invece di smoccolargli dietro, si dice "va bene, dai, ci riproviamo e andiamo avanti lo stesso", come lo si direbbe a un figlio.

Penso che ce la giocheremo fino all'ultimo sul filo di pochi punti, anche se spero di sbagliarmi, ma questa è una squadra che ha dimostrato di tenerci, di aver voglia, di avere qualche qualità in più delle concorrenti, e io credo che meritino il nostro incoraggiamento.

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