ESCLUSIVA SN - Blucerchiati del Molise, Capaldi: "Chissà se prima o poi qualche giovane molisano non riesca a vestire la maglia della Sampdoria"

23.02.2018 19:19 di  Diego Anelli   vedi letture
ESCLUSIVA SN - Blucerchiati del Molise, Capaldi: "Chissà se prima o poi qualche giovane molisano non riesca a vestire la maglia della Sampdoria"
© foto di www.roccaravindola.it

Il girone di ritorno è iniziato da tre giornate e i Blucerchiati del Molise sono riusciti a togliersi momentaneamente dalla zona retrocessione, con il bottino di 19 punti in 18 gare. La classifica nel girone A di prima categoria molisana resta assai corta e la concentrazione va mantenuta a livelli elevati. Sampdorianews.net segue da anni il cammino del Roccaravindola, costretto a ripartire dalle serie inferiori dopo le buone stagioni vissute in Eccellenza. Per fare il punto in casa molisana abbiamo avuto il piacere di intervistare in esclusiva Giuseppe Capaldi, centrocampista classe '94, senz'altro uno degli elementi più interessanti e carismatici:

Giovanni, raccontaci la tua carriera prima di arrivare al Roccaravindola. “Sono uno di quelli nati con il pallone tra i piedi. Giovanissimo, all'età di cinque anni, ho cominciato a muovere i primi passi in questo splendido mondo. La mia carriera calcistica è stata legata per ben sedici anni alla squadra del Venafro, mio paese natale: prima nelle giovanili, poi in prima squadra. In seguito ho sposato la causa del Monteroduni, piccola realtà militante nel campionato di seconda categoria molisana, con cui ho conquistato una storica promozione in prima categoria e una successiva salvezza prima di approdare alla corte del Roccaravindola”.

A cosa si deve la scelta di sposare il progetto blucerchiato? “Ho deciso di sposare questo progetto perchè credo e ho sempre creduto, anche da avversario, che il Roccaravindola sia una delle migliori piazze del panorama dilettantistico italiano, sia sotto l'aspetto societario che sotto l'aspetto storico”. 

L'ambiente come ha vissuto la forzata decisione di scendere in 1° categoria dopo aver fatto bella figura anche in un torneo complicato come l'Eccellenza? “Penso che una società come quella blucerchiata meriti palcoscenici più importanti, senza mancare di rispetto a nessuno. Sono certo che dopo qualche anno di assestamento la società tornerà ai fasti di un tempo. La società e noi come calciatori siamo determinati affinchè questo possa avverarsi nel più breve tempo possibile”.

La classifica è corta nelle zone basse: a questo punto della stagione vi aspettavate di essere coinvolti nella lotta per non retrocedere? “Rispondo a questa domanda premettendo che quest'anno sono rimasto piacevolmente sorpreso di come il valore delle squadre che militano nel campionato di prima categoria sia salito di livello. E' vero, la classifica è molto corta sia nelle zone alte che in quelle basse. Dobbiamo essere motivati, scendere in campo convinti e giocare tutte le restanti partite come fossero delle finali, domenica dopo domenica. Abbiamo tutte le potenzialità per fare un grande girone di ritorno”.

La vittoria di Mignano compensa sicuramente il passo falso interno con il Macchia. Può trattarsi della svolta per togliersi il prima possibile dalla zona calda? “In questo momento, facendo tutti i possibili scongiuri, siamo fuori dalla zona calda, grazie alle due vittorie esterne sui campi di Mignano e Pietravairano. Abbiamo cominciato bene il girone di ritorno dopo il passo falso interno contro Macchia. Contiamo di poter continuare così e toglierci le nostre soddisfazioni”.

Da diversi anni il vostro cammino viene seguito a distanza dalla Genova blucerchiata tramite lo spazio sulle pagine di Sampdorianews.net. Uno stimolo in più per onorare al meglio i colori più belli del mondo. “Siamo fieri e orgogliosi di questo. E' uno stimolo in più per noi, per fare sempre meglio. Chissà se, prima o poi, tramite questo sodalizio, qualche giovane calciatore molisano non riesca a vestire la maglia blucerchiata più rappresentativa: quella della Sampdoria".

Tra passato, presente e futuro: da ragazzino il tuo sogno nel cassetto, il momento indimenticabile nel corso della tua carriera e l'obiettivo per il futuro calcistico. “Come tutti i ragazzini il mio sogno nel cassetto era quello di diventare un professionista, e devo ammettere di aver rinunciato con piacere a tante cose pur di riuscirci. Poi, forse, sono stato sfortunato o semplicemente non abbastanza bravo. Ci sono tanti momenti indimenticabili che ricordo con estremo piacere. Su tutti l'esordio in prima squadra davanti agli occhi dei miei compaesani e le varie battaglie con le rappresentative molisane in tornei nazionali ed internazionali.  

Non so cosa mi riserverà il futuro. Detto in confidenza, non ho ancora del tutto smesso di credere nel sogno che avevo da bambino e spesso leggo di storie di calciatori di provincia approdati nel calcio che conta non proprio giovanissimi. Sarebbe fantastico! Chi vivrà, vedrà. Volevo ringraziare la redazione di Sampdorianews per avermi scelto per questa intervista. Un saluto a tutto il mondo blucerchiato”.

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