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Dalla Russia, Rigoni: "Derby indimenticabile. Calcio italiano molto più tattico e difensivo"

di Maurizio Marchisio
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Ritornato a San Pietroburgo dopo la parentesi poco fortunata all'ombra della Lanterna, Emiliano Rigoni ha ripercorso alcune fasi dell'esperienza italiana. Il trequartista nativo della provincia di Cordoba ha equiparato i tifosi italiani a quelli argentini e ha spiegato le emozioni provate nel derby del 14 dicembre.

È difficile psicologicamente partire e tornare? “Sì, perché accetti sempre una nuova sfida nella speranza che tutto vada bene, ma a volte le circostanze non sono a tuo favore. In termini quotidiani, una vita così nomade non è neanche la più piacevole, devi spostare la tua famiglia, le cose, scegliere una casa per alloggiare. Tutto questo non è facile per la famiglia, ma devo dire grazie a loro che sono sempre dalla mia parte, mi supportano sempre. Quando ho smesso di giocare alla Sampdoria, e non per colpa mia, ma per motivi non calcistici, ho iniziato a pensare al ritorno, a come sarei stato accettato. E sono molto contento che lo staff tecnico dello Zenit, come l'intero club, mi abbia prontamente accettato.” - Le parole tradotte da Sampdorianews.net.

Giocare in Italia è più difficile che giocare in Russia? “Credo di sì, se parliamo di attaccanti, come nel mio caso, perché il calcio italiano è molto più tattico e difensivo. Solo poche squadre come Juventus, Napoli nella migliore forma, Atalanta, giocano in un certo modo, il resto dei club spesso difende e agisce in contropiede. E gli attaccanti hanno difficoltà perchè nell'ultimo quarto di campo ci sono sempre molti rivali e poco spazio libero. Ma se parliamo dell'intensità allora i campionati russi e italiani sono simili tra loro.”

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Come ti sei abituato a queste nuove difficoltà? “All'inizio è stato molto difficile per me, perché venivo da un campionato dove hai ancora zone libere, c'è tempo per gestire la palla, pensare e prendere una decisione. Ma nel tempo è diventato più facile, alcune cose sono state apprese durante l'allenamento, altre direttamente nel gioco. In totale, ho trascorso un anno in Italia e, credo, ho imparato molto da questo periodo. Questa nuova conoscenza mi aiuterà allo Zenit e per esempio già sento di poter gestire meglio i momenti che avrò.”

Confronta i tifosi di Atalanta, Sampdoria e Zenith.Zenit ha dei tifosi fantastici, i pochi in Russia che sostengono così seriamente la propria squadra del cuore. In Italia il calcio è molto più appassionato, simile anche se non uguale a quello dell'Argentina. Ma questo a volte può causare difficoltà, tale passione degli italiani è piacevole quando le cose vanno bene, ma se qualcosa va storto, inizi a sperimentare una forte pressione. In Russia non c'è una tale pressione, ti senti più rilassato.” - Riporta Football.kulichki.net.

Derby genovese: che cos'è? “Questa è una partita indimenticabile. L'atmosfera è incredibile, non è come qualsiasi altra partita in Serie A. In 90 minuti provi molte emozioni diverse e, sebbene io non abbia giocato ho visto l'incontro dal vivo. Era anche un derby in trasferta, la maggior parte dei tifosi dello stadio sostenevano il Genoa, gli spalti stavano tremando.”

Raccontaci dell’incontro con Criscito: “Prima della partita abbiamo concordato che ci saremmo scambiati le magliette, poi abbiamo chiacchierato un po'sotto le tribune. È sempre bello vedere i giocatori con cui una volta condividevi uno spogliatoio e specialmente con lui, dopo tutto era il capitano e il leader dello Zenit quando sono arrivato a San Pietroburgo. In autunno Domenico si è congratulato con me per essermi trasferito alla Sampdoria e per il fatto che vivevamo di nuovo nella stessa città anche se rappresentiamo rivali inconciliabili, non abbiamo mai perso i contatti.”

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