SAMPDORIA GONFIA LA RETE: "Lascio agli altri la convinzione di essere i migliori, per me tengo la certezza che nella vita si può sempre migliorare”

di Paolo Bardetta
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“Di solito gli uomini quando sono tristi non fanno niente: si limitano a piangere sulla propria situazione. Ma quando si arrabbiano, allora si danno da fare per cambiare le cose.”

Scriveva cosi Malcom X quando affrontava il tema del cambiamento e questa frase come sempre intendo associarla al momento blucerchiato dopo la pesante sconfitta contro l’Empoli.

Pesante non in termini di risultato, ma in termine di prestazione, in termine di rispetto per il finale di stagione e per quegli obiettivi non raggiunti o forse mai dichiarati.

Ma probabilmente migliorare la posizione dello scorso anno poteva essere un obiettivo, poteva essere sinonimo di cambiamento, ma come dice Malcom probabilmente non ci siamo arrabbiati abbastanza per far sì che le cose potessero cambiare in meglio.

Orfano improvvisamente di Defrel, Giampaolo ha schierato contro l’Empoli Gabbiadini in coppia con Quagliarella e Caprari da rifinitore.

Una mossa vista a Parma ma senza Caprari e che purtroppo non ha sortito gli effetti sperati.

Partiamo da Manolo. Senza dubbio una delle partite più strane, forse parte di un copione già visto o non saprei darmi altre spiegazioni in merito. Forse sarà il poco tempo di adattamento agli schemi del Mister? Forse sarà quella mancanza di “arrabbiatura” che però non è mai stata insita nel carattere dell’attaccante? Fatto sta che, a parte l’assist per il colpo di testa di Quaglia nel primo tempo, l’ex Southampton non è mai stato vivo nella manovra blucerchiata e questo è davvero un peccato perché, numeri alla mano, le qualità ci sono. Ma cosa manca a Manolo per fare quel salto di qualità decisivo per la sua carriera? Il campionato sta per finire e tutti i tifosi sperano di non farsi più queste domande la prossima stagione.

Caprari, in una posizione già vista quest’anno, ha dimostrato di voler a tutti i costi riprendere i ritmi costanti di un tempo e che sono stati bloccati dall’infortunio. Ha cercato di dare quel qualcosa in più, di innescare la marcia risolutoria ma senza successo. Positivo senz’altro il suo impatto e la sua voglia di costruire. È comunque un buon punto di partenza per la prossima stagione.

Marco Sau, visto poco da quando è stato acquistato(praticamente mai) ed è stato proprio un peccato. Si proprio un peccato perché con il senno di poi forse, se avesse avuto più spazio, avremmo parlato di altri risultati o forse no per carità. La sua entrata in campo ha dato quella scossa in più, quella marcia di freschezza e fantasia che è servita. Una scommessa, passatemi il termine, che valuterei attentamente la prossima stagione. Il sardo ha messo in campo tutta la sua esperienza e in pochi minuti ha fatto tutto quello che avrebbe dovuto fare Gabbiadini in una partita intera. Buon approccio e, perché no, speriamo di vederlo presto e più spesso in campo.

E per finire il nostro capitano. 26 gol e la palma di capocannoniere salda con ben 4 distanze da Zapata e 5 da un certo CR7. Le parole spese nei suoi confronti durante tutta questa stagione sono poche e non basteranno mai per ringraziarlo in toto. Forse l’unico ancora a lottare sino alla fine e non perché è in corso per il capocannoniere ma perché “l’arrabbiarsi” è insito nel suo carattere e tutti dovrebbero prenderne esempio. Lo ha fatto l’anno scorso, l’anno prima, e lo farà sempre.

Adesso mancano solo due giornate per chiudere quest’annata fatta di alti e bassi, di momenti belli e tristi. Ma l’importante è non aver perso quella vera identità chiamata Sampdoria. Migliorarsi, cambiare lo stato attuale, evolversi, non è la fine del mondo ma solo un percorso di chi non ha mai smesso di credere in sé stesso.

Perché del resto come scriveva la grande Marilyn Monroe: “Lascio agli altri la convinzione di essere i migliori, per me tengo la certezza che nella vita si può sempre migliorare.”


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