SAMPDORIA GONFIA LA RETE – “Gli ostacoli non servono per cadere, ma per volare più alto"

di Paolo Bardetta
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“Possiamo ottenere l’approvazione degli altri, se agiamo bene e ci mettiamo d’impegno nello scopo; ma la nostra stessa approvazione vale mille volte di più.”

Scriveva cosi nella seconda metà dell’800 Mark Twain, scrittore, umorista, aforista e docente statunitense quando parlava dell’autostima e dell’importanza che essa possa avere nella nostra vita.

E io come di consueto la voglio associare al momento blucerchiato dopo la sconfitta casalinga rimediata contro il Frosinone.

Chi segue le mie rubriche sa che lo faccio sempre ma questa volta intendo ancor di più rimarcarlo perché posso immaginare come tutti “gli pseudo tifosi intenditori di calcio” possano aver reagito dopo lo scivolone casalingo.

Parto dal presupposto che la sconfitta brucia a tutti, me in primis perché è logico e soprattutto normalissimo che mi piacerebbe vedere la mia amata vincere ogni domenica.

Ma dalla delusione emotiva, perché di questo parlo, al mugugno continuo e allo sparare a zero su giocatori, mister, società e tutto c’è una bella differenza anzi una sostanziale differenza.

Ho sempre avuto il mio pensiero e chi di voi mi legge sa come la penso e probabilmente quello che espongo sicuramente non è condiviso. Ma io, che si vinca, si perda o si pareggia, resto sempre della mia idea. Non sarà un’azione spettacolare o una rovesciata, o un colpo di tacco e potrei continuare all’infinito a cambiare il mio amore verso la mia squadra.

Non sarà sicuramente una partita sbagliata a darmi il diritto di giudicare e sparare a zero su degli uomini prima (ricordatelo sempre) e calciatori dopo.

Ecco perché in questa analisi settimanale mi limiterò solo a dire che è arrivato il momento di rialzarci, di continuare a lottare per quell’obiettivo che tanti in cuor loro desiderano.

Questo mi sento di dire perché tutto il resto per me sarebbe solo scontato, copiato e non appartenente al mio credo.

Ricordiamoci sempre che tutto questo “mugugnare” fa solo male alla squadra.

Vogliamo forse parlare di quei “tifosi” che non appena la squadra perde iniziano a lasciare prima le tribune/gradinate/distinti?

Vogliamo forse parlare di tutti quei “tifosi” che entrano allo stadio alle 15:07 e deve andare anche bene?

Vogliamo forse parlare di tutti quei “tifosi” che si lamentano dei prezzi e non appena sono bassi nemmeno vengono perché o fa freddo o fa caldo?

Vogliamo forse parlare di chi ha pensato che Gabbiadini contro l’Udinese era un “Dio” e con il Frosinone non si è nemmeno visto?

Vogliamo forse parlare di chi inveiva contro Giampaolo e invece lo lodava 2 giornate prima?

Posso continuare all’infinito e ne avrei altrettante mille domande da porvi ma non lo faccio perché sono stanco di lottare contro “l’ignoranza calcistica”.

Bisogna solo ripartire e lo bisogna fare tutti insieme perché solo uniti si supererà questo momento.

Adesso testa all’Inter e all’ennesima battaglia d’affrontare. Scendiamo in campo con loro, uniamoci ai loro cuori, alle loro gambe, alla loro testa, alle loro anime. Siamo Sampdoriani? Dimostriamolo scendendo in campo con loro che hanno bisogno di quella spinta “Vera e Sincera” e non fatta solo di parole quando si vince. Dimostriamolo adesso e sul campo cosa vuol dire tifare la Sampdoria, la squadra dalla maglia più bella del mondo. Già, la maglia che sotto ha dei cuori bisognosi, ora come non mai, di quell’aiuto a superare ogni ostacolo.

Allora forza marinai, continuiamo a sostenere la nostra Cara e Amata Sampdoria, perché come scriveva Rudy Zerbi (e adesso via ai mugugni): “Gli ostacoli non servono per cadere, ma per volare più alto”.


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