SAMPDORIA GONFIA LA RETE - Cinismo e sacrificio: la vittoria è servita

di Serena Timossi
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Le insidie nascoste dietro la trasferta di Bergamo erano molteplici. Dal punto di vista tattico, la squadra allenata da Gian Piero Gasperini risulta particolarmente ostica da affrontare: fisica, rapida e caratterizzata da un agonismo che non consente di ragionare troppo in fase di possesso palla, l’Atalanta in questa prima parte di campionato ha raccolto sicuramente meno rispetto a quanto seminato in termini di propositività e gioco espresso.

Una classifica bugiarda, dunque, che non ha tuttavia indotto la truppa blucerchiata a sottovalutare l’avversario. I ragazzi di Giampaolo sono scesi in campo con la dovuta concentrazione, disputando una partita prevalentemente di contenimento, nel corso della quale la difesa si è confermata una delle migliori sorprese di inizio stagione. La nostra analisi settimanale, tuttavia, si concentra come sempre sul reparto avanzato blucerchiato. Il tecnico doriano ha scelto di affidarsi al tandem Quagliarella-Defrel, con Caprari ad agire sulla trequarti. L’apporto che ci si attendeva da quest’ultimo – fresco di convocazione in nazionale – si è rivelato inferiore alle aspettative: la poca inventiva ha di fatto isolato i compagni di reparto per buona parte del primo tempo, limitando al minimo i pericoli corsi dalla retroguardia avversaria. La mossa decisiva per portare maggiore incisività al reparto è stato l’inserimento di Ramirez, che è riuscito nell’intento di fare breccia tra le maglie della difesa nerazzurra verticalizzando con più immediatezza e dando vita a triangolazioni più efficaci.

Gli attaccanti questa volta non compaiono sul tabellino dei marcatori, ma è il centrale Tonelli a decidere la gara con uno stacco imperioso, infrangendo quella che dai tifosi blucerchiati è stata ironicamente battezzata “la maledizione dei calci d’angolo”. La rete in situazioni di palla inattiva, in particolare su corner, mancava infatti all’appello da diverso tempo, tanto che la scorsa stagione ci eravamo trovati spesso – soprattutto nelle gare in trasferta – a sottolineare quanto fosse importante cercare di potenziare gli schemi e gli inserimenti su calcio d'angolo per sbloccare match particolarmente equilibrati o nel corso dei quali le trame di gioco risultavano eccessivamente macchinose.

Il denominatore comune nella prestazione di tutti gli attaccanti blucerchiati è lo spirito di sacrificio, una qualità che spicca soprattutto in Grégoire Defrel, in moto perpetuo tra ripiegamenti, pressing e ripartenze. L’ex attaccante giallorosso incarna perfettamente l’elemento che Giampaolo cercava insistentemente nella sessione di mercato estiva: un giocatore offensivo che sa diventare “difensivo” in fase di non possesso, inseguendo l'avversario e andando in pressing. Non dobbiamo mai dimenticare che l’ingranaggio funziona soltanto se tutte le componenti svolgono la propria parte, pertanto se la Samp può contare su una difesa organizzata e coordinata, il merito è anche della collaborazione tra i reparti, una sincronia simile ad un concerto in cui ogni strumento non lascia che il suo suono prevarichi sugli altri, ma si fonda armoniosamente in una melodia. Sebbene Defrel esca stremato, risentendo in termini di fiato e lucidità del tour de force tra recuperi e turni infrasettimanali al quale la squadra è stata sottoposta, il suo contributo si rivela comunque prezioso per gli equilibri. 

La sosta consentirà di recuperare le energie spese in questo ciclo di impegni ravvicinati, che ci ha mostrato una Samp volitiva, propositiva e grintosa, ma nel contempo anche una squadra compatta e organizzata, capace di capitalizzare le occasioni quando le circostanze rendono più arduo imporre il proprio gioco. Cinismo e sacrificio, ricetta vincente servita da "chef" Giampaolo.


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