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CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - Il primo passo non ti porta dove vuoi...

di Lidia Vivaldi
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...ma ti toglie da dove sei. La vittoria di Ferrara, che è stata accolta dagli esasperati tifosi doriani con lo stesso entusiasmo del gol di Tardelli a Madrid, è solo un piccolo segnale, minimo se vogliamo, nella parabola negativa di questo inizio di stagione. Una partita ultima contro penultima, decisa da un episodio nel recupero. Se la mettiamo in questi termini, limitandoci ai freddi numeri, sembrerebbe esserci poco da festeggiare. Ma non è così, anche se restiamo profondamente consapevoli che i nostri guai sono tutt'altro che risolti.

Mettendo sul piatto della bilancia la gestione Di Francesco contro quella Ranieri, non si può non dare atto al mister pescarese di aver dovuto affrontare uno degli esordi di stagione più difficili di sempre, con Lazio, Napoli, Inter, Fiorentina e Torino concentrate nelle prime 6 giornate. Per Sir Claudio l'impatto è stato più soft, con tre avversarie su quattro provenienti dalla nostra stessa metà della classifica. Percorso che comunque non risultava privo di insidie. 

Il suo merito maggiore, tuttavia, è aver guarito uno dei due lungodegenti in casa blucerchiata, il malato che aveva manifestato i sintomi più evidenti: la difesa. Con Di Francesco il bilancio pesantissimo era di 16 reti subìte in 7 gare, con Ranieri sono solo 3 in 4 gare, di cui due clean sheet a dimostrazione del fatto che il reparto arretrato della Sampdoria non era né Giampaolo-dipendente, né sorretto unicamente da Andersen. Al Mazza la linea a quattro è la stessa del turno infrasettimanale: Murru, unico highlander in campo ininterrottamente da inizio stagione, è affiancato da Colley, Depaoli (stavolta preferito a Bereszynski) e Ferrari, promosso dopo il Lecce. Murillo per ora è rimandato, con l'augurio che la convocazione in nazionale con i Cafeteros restituisca alla Samp un giocatore con più fiducia e ritmo partita.

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A Ferrara, comunque, la serata non è affatto tranquilla, e la fascia destra traballa più volte nel primo tempo, azzannata da Reca e Kurtic. Qualche brivido anche da Strefezza sulla sinistra, ma Murru con mestiere riesce a far valere il fisico dove talvolta non arriva la precisione tattica, ed è suo anche il recupero all'ultimo respiro su Petagna che scongiura un pareggio-beffa. Positivo l'ingresso di Augello, seppure schierato in un ruolo più offensivo rispetto alle sue caratteristiche principali, ma l'abilità nel cross e la spregiudicatezza dell'esordio vivacizzano la corsia mancina blucerchiata. 

Il gol vittoria di Tardell...ehm Caprari è curiosamente un concorso di merito tra i due terzini: Augello fa partire il primo cross che viene solo deviato da Missiroli, il pallone arriva dalle parti di Depaoli che compie il gesto più importante della sua partita, e che riscatta una prestazione non esattamente brillante, arpionando la sfera in anticipo su Igor e contro-crossando all'indirizzo di Ramirez. Zuccata dell'uruguaiano e spizzata vincente di Caprari. Altro dato fortemente indicativo della mano dell'allenatore: tutti e tre i giocatori subentrati partecipano all'azione del gol. Well done, coach Ranieri.

Detto del primo paziente in via di guarigione, ora la sfida più grande sarà curare il secondo paziente, quello che sembra affetto dalla patologia più grave: il reparto d'attacco. La strada pare essere quella giusta, ricordando che, come dice la frase d'esordio di questa rubrica (erroneamente attribuita all'autore cileno Alejandro Jodorowsky), non è con il primo passo che si arriva alla meta, ma è comunque disperatamente importante per lasciarsi dietro i propri fantasmi.

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